martedì 13 novembre 2012

AQUILEGIA DI BERTOLONI - Aquilegia bertolonii

Fot. m. Bue luglio 1991
Aquilegia bertolonii Schott
Fam. Ranunculaceae

DESCRIZIONE
E' una pianta alta circa 30 cm. Le foglie sono costituite da numerosi elementi piccoli, ovali o triangolari, come piccoli ventagli, disposti a 3, sono quasi tutte basali.  Le foglie cauline sono strette e nastriformi. I fiori sono azzurro-violetti, composti da cinque petali esterni disposti a stella e 5 petali interni a forma di cappuccio e prolungati in speroni. Stami color paglierino
Fiorisce da giugno a luglio.

HABITAT
Vive sulle rupi calcaree, in praterie o radure,  su ghiaini e prati culminali, tra gli 800 e i 1800 m.
È distribuita dalle Alpi Marittime all'Appennino Settentrionale e alle Alpi Apuane.

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Nella provincia di Piacenza è presente, in rari esemplari, sul culmine del m. Bue (1770 m), versante nord, mentre è relativamente abbondante nei prati culminali verso S. Stefano d’Aveto (Liguria), sotto la stazione della cabinovia. La distruzione di alcune stazioni piacentine è certamente dovuta alla costruzione della pista per lo sport sciistico.

NOTE
E’ una specie rarissima, endemica e di notevole interesse fitogeografico data la sua ristretta distribuzione geografica.
Era considerata endemismo apuo-ligure-provenzale, che prosperava nelle Alpi marittime, nell’Appennino ligure e nelle Apuane. Sono in corso studi che rivedrebbero la sua distribuzione.
Il nome della specie “bertolonii2 deriva dal nome del noto Botanico Sarzanese Antonio Bertolonii (1775-1869)

SASSIFRAGA CUNEATA - Saxifraga cuneifolia

Saxifraga cuneifolia L.
Fam. Saxifragaceae

SASSIFRAGA MUSCHIATA - Saxifraga moschata

Fot. Ciapa Liscia maggio 1993
Saxifraga moschata L.
Fam. Saxifragaceae

ESCRIZIONE
E’ una specie variabile spesso confusa con la Saxifraga exarata. Forma densi cuscinetti basali con numerosi rametti frondosi. Le foglie sono suddivise in tre denti, a volte cinque. I petali arrotondati all'apice, sono giallo verdastri ma anche raramente aranciati o purpurei.
Fiorisce da luglio ad agosto.

HABITAT
Vegeta su pietraie, rocce, sfasciume, rupi silicee od ofiolitiche in Italia Settentrionale fino a 2800 m. slm.

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Nel Piacentino è poco comune, ma presente in alta Val nure, in Val Trebbia e in Val Boreca.

NOTE
L’aggettivo specifico moschata deriva dall'arabo "musk" muschio.

SASSIFRAGA SOLCATA - Saxifraga exarata

Fot. m. Menegosa giugno 1990
Saxifraga exarata Vill.
Fam. Saxifragaceae

DESCRIZIONE
E’ simile alla Saxifraga moschata da cui si distingue per i lobi apicali delle foglie più numerosi e più piccoli con nervature fortemente sporgenti e petali bianchi più larghi dei sepali.
Fiorisce da luglio ad agosto

HABITAT
Vegeta in zone montane su petraie, rocce, sfasciume, rupi silicee od ofiolitiche fino ai 2800 m sul livello del mare.

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Nel Piacentino è molto rara ed è stata rinvenuta in Alta Val Nure e sul m. Menegosa

NOTE
L’aggettivo specifico exarata deriva da "exáro" arare, quindi “solcato”.

SASSIFRAGA ALPINA - Saxifraga paniculata


Fot. m. Nero giugno 1990
Saxifraga paniculata Miller
Fam. Saxifragaceae

DESCRIZIONE
E’ una pianta erbacea perenne che presenta alla base densi cuscini di rosette collegate tra loro mediante stoloni. Lo rosette sono formate da foglie coriacee, sessili e succulente lunghe fino a 5 cm con bordo contornato da secrezioni bianche di carbonato di calcio. I rami fioriferi sono lunghi fino a 30 cm e presentano poche foglie lineari, essi si ramificano in alto a formare una pannocchia formata da numerosi fiori bianchi spesso con punti purpurei. Il frutto è una capsula.
Fiorisce da giugno ad agosto.
HABITAT
Vive su  pietraie, pascoli pietrosi su terreni calcarei, ma è presente anche su rocce silicee, detriti, sfasciume di roccia.
 Vegeta dai 400 ai 200  m. s.l.m.
DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Nella provincia di Piacenza è abbastanza diffusa negli ambienti rupestri dell’Alto Appennino.
NOTE
L’aggettivo specifico paniculata deriva da "panícula" pannocchia, bubbone.
Questa pianta in primavera assume una colorazione rosa; in inverno non mantiene la foglia.

FRASSINELL - Dictamnus albus

Fot. nei pressi del Parco Proviciale giugno 1988
Dictamnus albus L.
Fam. Rutaceae

DESCRIZIONE
La pianta, particolarmente vistosa, è alta dai 60 ai 120 cm; le foglie sono pennate con 7-11 foglioline ovato-lanceolate, finemente seghettate. I fiori sono bianchi con venature violacee. Oppure rosei. Tutta la pianta è intensamente aromatica e ghiandolosa, stropicciandola odora fortemente di limone o di cinnamomo. Fiorisce da maggio a giugno
HABITAT
E’ presente nei querceti submontani, nei prati aridi e nei cespuglietti. E’ piuttosto rara. Predilige le zone calde.
DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Nel Piacentino è presente nell’Alta Val Tidone, in Val Trebbia.
Segnalo una rigogliosa stazione in Val d’Arda lungo la strada che da Lugagnano si dirige verso il parco Provinciale
NOTE
Il nome volgare di frassinella deriva dalla somiglianza delle sue foglie con il frassino. A causa della sua forte aromaticità si dice che, nelle notti estive più calde, se si accende una piccola fiamma vicino al dittamo, la pianta emette piccole scintille dovute alla combustione delle sue essenze. Per questo, nei secoli passati, gli inglesi hanno chiamato il Dictamnus albus “Burning bush”  ossia “cespuglio infiammabile”. L’infuso delle sommità ha proprietà aromatiche, digestive, stimolanti.

lunedì 12 novembre 2012

AGRIFOGLIO - Ilex aquifolium

Descrizione.
Arbusto o piccolo albero, alto da 1 a 10 m., ha un fusto con corteccia liscia, grigia, con sottili spaccature irregolari.
Le foglie verde scuro sopra, più chiare sotto, sono molto ondulate, dentate, spinose, lucide, coriacee, persistenti per un anno intero. Le foglie superiori sono spesso ovoidali, con margine intero, senza spine.
I fiori sbocciano da maggio a giugno, bianchi o sfumati di rosa sono riuniti in ciuffi situati all’ascella delle foglie, i fiori maschili e quelli femminili si trovano su piante diverse.
I frutti consistono in drupe sferiche, color rosso vivo, grandi come un pisello, con 4-5 noccioli.
Habitat
E’ presente nei boschi di faggio e di  querce, nei boschi di latifoglie in popolazioni di pochi individui. Preferisce un clima umido, in ambienti ombrosi o di mezza ombra.
Distribuzione provinciale
Nel Piacentino le rare stazioni spontanee sono segnalate in Val Trebbia, presso il m. Capra e in Val Vezzeno. E’ minacciato dal prelievo di rami per decorazioni natalizie.
Osservazioni
I frutti sono graditi dagli uccelli, soprattutto dai tordi, nei quali non provocano nessun disturbo, sono invece pericolosi per l’uomo al quale causa alterazioni gastro intestinali che possono portare anche alla morte.